Sentenza Consiglio di Stato 29 maggio 2017, n. 2533
Appalti - Affidamento in house del servizio gestione rifiuti - Termini per l'impugnazione - Applicabilità del "rito appalti" previsto dal Codice del processo amministrativo - Articoli 119 e 120 del Dlgs 104/2010 - Sussistenza
Anche il ricorso contro l'affidamento in house del servizio rifiuti va presentato entro i termini ridotti previsti per il "rito appalti" disciplinato dal Codice del processo amministrativo, Dlgs 104/2010.
Lo ha ricordato il Consiglio di Stato nella sentenza 29 maggio 2017, n. 2533 confermando la pronuncia del Tar che aveva dichiarato irricevibile perché tardiva l'impugnazione da parte di una Ato toscana degli atti con cui un Comune aveva affidato il servizio di raccolta differenziata, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani per il periodo 1° gennaio 2016 - 31 dicembre 2020 alla propria società in house. Era infatti decorso il termine di 30 giorni dalla pubblicazione in Albo pretorio come previsto dal Dlgs 104/2010.
Per i Giudici anche l'affidamento diretto di contratti di lavori, servizi e forniture ad un Ente in house deve ritenersi riconducibile al concetto di "procedure" amministrative cui fanno riferimento gli articoli 119, comma 1, lettera a) e 120 del DLgs 104/2010 (Codice del processo amministrativo) che regolano il cosiddetto "rito appalti" caratterizzato da snellezza e celerità, con particolare riferimento alla contrazione dei tempi del procedimento, tra cui il dimezzamento dei termini per proporre ricorso.
Consiglio di Stato
Sentenza 29 maggio 2017, n. 2533
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