Sentenza Corte di Cassazione 2 settembre 2022, n. 32305
Rifiuti - Gestione illecita di rifiuti ex articolo 256, Dlgs 152/2006 - Deposito incontrollato di rifiuti - Natura permanente del reato - Condizioni - Condotta prodromica a una successiva fase di smaltimento o di recupero del rifiuto - Sussistenza - Consumazione del reato permanente di deposito incontrollato di rifiuti - Condizioni - Inizio della gestione lecita del rifiuto o inizio della successiva fase di gestione del rifiuto fatta da soggetto non autorizzato o con modalità illegali
Il reato di deposito incontrollato di rifiuti può avere natura permanente se l'attività illecita è anticipatoria di una successiva attività di recupero o smaltimento dei rifiuti.
Ad affermarlo la Corte di Cassazione nella sentenza 2 settembre 2022, n. 32305 di condanna ex articolo 256, Dlgs 152/2006 del titolare di un'azienda nelle Marche per avere effettuato un'attività di deposito incontrollato di rifiuti non pericolosi e pericolosi in area di pertinenza dell'azienda, con condotta perdurante fino al 15 giugno 2016. La Suprema Corte ricorda quando il reato di deposito incontrollato di rifiuti assume natura istantanea e quando permanente (cessando con la fine della condotta).
Se il deposito incontrollato assume la natura di rilascio definitivo del rifiuto nell'ambiente o comunque un rilascio non seguito dalla rimozione del rifiuto stesso mediante smaltimento o recupero entro un tempo ragionevole si ha un reato istantaneo e la condotta che lo determina si esaurisce nel momento in cui è posta. Se invece l'attività di deposito è anticipatoria, è finalizzata ad una successiva fase di smaltimento o di recupero, la relativa condotta si protrae nel tempo, perché implica una "custodia", integrando così un reato permanente che si esaurisce quando inizia la gestione lecita del rifiuto fatta da un soggetto autorizzato oppure perdura fino alla fase successiva di gestione del rifiuto se essa è effettuata da soggetto non autorizzato o con modalità illegali, venendo assorbita in questa più generale fattispecie. (FP)
Corte di Cassazione
Sentenza 2 settembre 2022, n. 32305
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