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Danno ambientale e bonifiche
Giurisprudenza

Sentenza Consiglio di Stato 21 febbraio 2023, n. 1776

Danno ambientale e bonifiche - Inquinamento di un sito - Ordinanza comunale di attivazione delle misure di messa in sicurezza di emergenza e predisposizione del piano di caratterizzazione ai sensi degli articoli 242 e 244, Dlgs 152/2006 - Responsabile dell'inquinamento - Accertamento della responsabilità - Criterio del "più probabile che non" - Legittimità - Sussistenza - Possibilità per l'Amministrazione di avvalersi di presunzioni semplici per provare il nesso tra attività dell'impresa e inquinamento del sito - Sussistenza

Per ordinare l'attivazione delle misure di messa in sicurezza di un sito oggetto di inquinamento è sufficiente il criterio del "più probabile che non" in cui la responsabilità del proprietario è più probabile del suo contrario.
A ricordarlo il Consiglio di Stato nella sentenza 21 febbraio 2023, n. 1776 che, in riforma della decisione del Tar ha confermato la legittimità dell'ordinanza sindacale di un Comune dell'Abruzzo a carico di una società – ora in liquidazione – attiva nel settore della nobilitazione, tintoria e lavaggio delle pelli. Il Comune ingiungeva alla società di attivare tutte le necessarie misure di messa in sicurezza di emergenza della falda acquifera nel sito nonché di predisporre il piano di caratterizzazione ai sensi degli articoli 242 e 244, Dlgs 152/2006.
I Giudici hanno evidenziato come in materia ambientale, l'accertamento del nesso fra una determinata presunta causa di inquinamento ed i relativi effetti - che rileva per decidere se siano giustificati determinati interventi per eliminarlo - si basa sul criterio del "più probabile che non", ovvero richiede che il nesso tra attività del proprietario e inquinamento ipotizzato dall'Autorità competente sia più probabile della sua negazione. La prova può essere data in via diretta o indiretta, ossia, in quest'ultimo caso, l'Amministrazione pubblica preposta alla tutela ambientale può avvalersi anche di presunzioni semplici di cui all'articolo 2727 Codice civile. (FP)

Consiglio di Stato

Sentenza 21 febbraio 2023, n. 1776