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Danno ambientale e bonifiche
Giurisprudenza

Sentenza Consiglio di Stato 1 agosto 2023, n. 7462

Siti contaminati – Articoli 242 e 244, Codice ambientale – Procedimento a formazione progressiva – Sussistenza – Fasi procedimentali connesse ma distinte – Caratterizzazione – Forme di inquinamento eziologicamente ricollegabili a un'attività di recupero dei rifiuti – Assenza – Imposizione degli obblighi di bonifica – Illegittimità – Sussistenza – Precedente pronuncia che ha riconosciuto la legittimità degli atti con cui la P.a. aveva individuato l'attività di recupero dei rifiuti come responsabile dell'inquinamento secondo criteri probabilistici – Giudicato – Copertura limitata all'obbligo di procedere alla caratterizzazione – Sussistenza

La complessità delle procedure di bonifica può ripercuotersi anche in sede giurisdizionale, rendendo giustificabile la coesistenza di sentenze della Magistratura sulle diverse fasi della stessa.
Il Consiglio di Stato (sentenza 7462/2023) ha deciso di accogliere il ricorso presentato contro un provvedimento con il quale l'Istituzione competente, all'esito della caratterizzazione di un sito che non aveva evidenziato forme di inquinamento ricollegabili all'attività di recupero rifiuti insistente sullo stesso, aveva comunque deciso di porre a carico di quest'ultima gli oneri della bonifica.
Il CdS ha ribaltato il giudizio del Tar Emilia-Romagna che, in primo grado, aveva dichiarato inammissibile il ricorso per violazione del ne bis in idem, facendo leva su una precedenza sentenza - nel frattempo divenuta irrevocabile – che aveva confermato la legittimità dell’ordinanza con cui il Comune, prima della caratterizzazione, aveva individuato il ricorrente quale responsabile dell'inquinamento "secondo un criterio probabilistico e in base al principio precauzionale".
Il divieto di nuovo processo per l'imputato già giudicato in via irrevocabile (ne bis in idem), chiarisce il CdS, va applicato tenendo conto che le bonifiche sono procedimenti composti da fasi procedimentali "connesse ma distinte tra di loro" e quindi il giudicato formatosi sulla sentenza del Tar, se sicuramente "copre" l'obbligo del ricorrente di procedere alla caratterizzazione del sito (come poi avvenuto), dall'altro non può ritenersi preclusivo di ogni sindacato giurisdizionale sulle fasi successive della bonifica. (AG)

Consiglio di Stato

Sentenza 1 agosto 2023, n. 7462