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Rifiuti
Giurisprudenza

Sentenza Corte di Cassazione 2 aprile 2025, n. 8710

Rifiuti - Gestione - Servizio di ritiro porta a porta dei rifiuti urbani (N.d.R.: articolo 183, comma 1, lettera b-ter, Dlgs 152/2006) - Controllo dei lavoratori da parte del datore di lavoro tramite agenzie investigative - Finalità - Vigilanza su comportamenti dei lavoratori che possono configurare illeciti penali o attività fraudolente fonti di danno per il patrimonio aziendale o per l'immagine dell'azienda - Ammissibilità - Sussistenza - Vigilanza sull'adempimento della prestazione lavorativa - Ammissibilità - Esclusione - Pause durante l'orario di lavoro (articolo 8, Dlgs 66/2003) - Violazione da parte del lavoratore - Licenziamento - Legittimità - Sussistenza

L'impresa addetta alla raccolta dei rifiuti urbani può utilizzare un'agenzia investigativa solo se teme che il comportamento del dipendente arrechi un danno all'azienda, ma non per controllare l'attività lavorativa.
Così la Corte di Cassazione che con sentenza 8710/2025 ha chiarito i casi in cui l'impresa può, o meno, ricorrere a soggetti esterni per vigilare sui propri dipendenti.
La Corte ha richiamato sul punto precedenti pronunce secondo cui il datore di lavoro può utilizzare le agenzie investigative solo per accertare condotte dei lavoratori "che possano configurare ipotesi penalmente rilevanti od integrare attività fraudolente, fonti di danno per il datore medesimo". Ma non invece per vigilare sull'adempimento della prestazione lavorativa vera e propria, compito quest'ultimo riservato dallo Statuto dei lavoratori direttamente al datore di lavoro e ai suoi collaboratori.
Ciò premesso, la Corte ha ritenuto legittimo nella vicenda l'utilizzo di un'agenzia investigativa da parte di un'impresa incaricata del servizio di gestione rifiuti urbani. Il controllo sul dipendente era infatti diretto a verificare il compimento di atti illeciti da parte del lavoratore che, eccedendo sulle pause consentite dal Dlgs 66/2003 durante l'orario di lavoro, teneva un comportamento idoneo a ledere il patrimonio aziendale e l'immagine dell'impresa. (IM)

Corte di Cassazione

Sentenza 2 aprile 2025, n. 8710