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Responsabilità 231
Giurisprudenza

Sentenza Corte di Cassazione 1 aprile 2021, n. 12609

Responsabilità amministrativa degli Enti - Dlgs 231/2001 - Rilascio del provvedimento di ampliamento di una discarica di rifiuti - Corruzione di pubblico funzionario - Articolo 319, Codice penale - Responsabilità della persona giuridica - Articolo 25, comma 2, Dlgs 231/2001 - Profitto del reato - Determinazione ai fini della confisca - Articoli 19 e 53, Dlgs 231/2001 - Limitazione al solo profitto direttamente derivante dal reato-presupposto - Legittimità - Sussistenza

Il profitto sequestrabile a una azienda ex Dlgs 231/2001 derivante dal reato-presupposto di corruzione della P.a. per ampliare una discarica di rifiuti è solo quello direttamente collegato al reato di corruzione.
Oggetto della sentenza della Cassazione 1° aprile 2021, n. 12609 è la corretta determinazione del profitto oggetto di sequestro finalizzato alla confisca (articoli 19 e 53, Dlgs 231/2001) conseguito da una società pugliese che corrompendo funzionari provinciali (articolo 319, Codice penale) aveva ottenuto l'ampliamento di una discarica di rifiuti stipulando poi nuovi contratti con terzi. Per i Supremi Giudici il profitto oggetto di sequestro finalizzato alla confisca è solo quello di immediata e diretta derivazione causale dal reato e non può coinvolgere il profitto legato a rapporti e contratti legittimi con soggetti estranei al reato.
Poiché l'oggetto della delibera della Provincia frutto della corruzione è l'illegittimo ampliamento della discarica, il profitto confiscabile derivante dal reato corruttivo commesso nell'interesse/vantaggio dell'Ente consiste nel maggior numero di contratti che, altrimenti, non sarebbero stati stipulabili, o nello stesso numero di contratti ma posti in essere con un oggetto più ampio (più rifiuti conferibili). E il Giudice del merito cui è stata riassegnata la questione, nel quantificare il profitto dovrà anche indagare i contratti che l'Ente ha stipulato coi terzi e i relativi adempimenti, perché il terzo estraneo che adempie, sia pure in parte, ha diritto al relativo corrispettivo, che non può considerarsi profitto del reato. (FP)

Corte di Cassazione

Sentenza 1 aprile 2021, n. 12609