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Responsabilità 231
Giurisprudenza

Sentenza Corte di Cassazione 21 giugno 2023, n. 26787

Responsabilità amministrativa degli Enti - Dlgs 231/2001 - Reato presupposto - Gestione illecita di rifiuti ex articolo 256, comma 1, Dlgs 152/2006 - Illecito amministrativo di cui all'articolo 25-undecies, comma 2, lettera b), del Dlgs n. 231/2001 - Fusione per incorporazione dell'Ente - Effetti - Equiparazione alla morte dell'imputato nel processo penale - Esclusione - Interesse o vantaggio dell'ente (N.d.R.: articolo 5, Dlgs 231/2001) - Configurabilità - Stoccaggio dei rifiuti preliminare allo smaltimento per periodi di tempo superiori a quelli consentiti dalla legge con indebito risparmio di spesa - Sussistenza

N.d.R.: il provvedimento viene pubblicato nei suoi termini testuali ritenendo arbitrario procedere alla correzione di eventuali errori in esso contenuti.

 

La fusione per incorporazione di un Ente in altra società lascia intatta la sua responsabilità amministrativa ex Dlgs 231/2001 per reato presupposto commesso dai manager.A ricordarlo la Corte di Cassazione nella sentenza 21 giugno 2023, n. 26787 confermando la condanna di una società per l'illecito amministrativo di cui all'articolo 25-undecies, comma 2, lettera b), del Dlgs n. 231/2001, in relazione al reato presupposto di gestione illecita di rifiuti ex articolo 256, Dlgs 152/2006 commesso dal legale rappresentante dell'Ente. La società lamentava che il Giudice del merito non avesse considerato il fatto che l'Ente si era estinto con la sua fusione per incorporazione in altra società e quindi la sua responsabilità amministrativa ex Dlgs 231/2001 fosse venuta meno.I Supremi Giudici hanno però sottolineato come la fusione societaria per incorporazione determina un fenomeno che la Giurisprudenza ha accostato alla successione mortis causa "stante la successio in universum ius che essa comporta rispetto ai rapporti giuridici delle società preesistente in favore della nuova società ovvero della società incorporante" ma questa situazione esaurisce i suoi effetti sul piano civile, mentre in ambito penale la fusione per incorporazione non può avere per l'Ente gli effetti estintivi che derivano dalla morte dell'imputato.
Quanto al "vantaggio" per l'Ente derivante dal reato-presupposto commesso dal legale rappresentante della società (articolo 5, Dlgs 231/2001), esso è stato correttamente inquadrato dal Giudice del merito nella esecuzione delle movimentazioni periodiche dei rifiuti finalizzate al loro corretto smaltimento lasciando gli stessi presso i luoghi di stoccaggio per periodi di tempo superiori a quelli consentiti dalla legge, con conseguente indebito risparmio di spesa. (FP)

Corte di Cassazione

Sentenza 21 giugno 2023, n. 26787