Sentenza Corte di Cassazione 20 marzo 2024, n. 11599
Rifiuti - Attività di estrazione di una cava (N.d.R.: articolo 1, Dlgs 117/2008) - Rinvenimento di rifiuti precedentemente interrati abusivamente da altri - Gestione illecita dei rifiuti rinvenuti - Responsabilità del titolare della ditta deputata all'estrazione - Reato ex articolo 256, comma 1, Dlgs 152/2006 - Sussistenza - Estinzione del reato per prescrizione - Sussistenza
Il titolare d'impresa che durante le attività di scavo rinviene alcuni rifiuti abusivamente interrati da altri commette un reato ex Dlgs 152/2006 se a sua volta li raccoglie o smaltisce senza autorizzazione.
Così la Corte di Cassazione che con sentenza 11599/2024 ha confermato la responsabilità ex Dlgs 152/2006 del titolare di una ditta che durante le attività (autorizzate) di scavo per la coltivazione di una cava di argilla ammassava alcuni rifiuti previamente interrati abusivamente da altri senza avvisare le competenti Autorità per il loro stoccaggio e/o trasferimento in altro sito.
Come affermato dalla Corte, commette infatti il reato di gestione non autorizzata di rifiuti ex articolo 256, comma 1 del Dlgs 152/2006 il soggetto che, rinvenuti i rifiuti abusivamente smaltiti o abbandonati da altri, "compia a sua volta attività di gestione illecita degli stessi, quali la raccolta, lo stoccaggio, l'abbandono o lo smaltimento in assenza di autorizzazione". (IM)
Corte di Cassazione
Sentenza 20 marzo 2024, n. 11599
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