Sentenza Corte di Cassazione 5 luglio 2021, n. 25492
Responsabilità amministrativa degli Enti - Dlgs 231/2001 - Cessione d'azienda - Responsabilità del cessionario - Articolo 33, Dlgs 231/2001 - Solo per il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria a carico dell'Ente - Responsabilità per il reato presupposto in capo all'Ente cedente - Articolo 2, Dlgs 231/2001 - Sussistenza - Estinzione della responsabili 231/2001 - Condizioni - Estinzione fisiologica e non fraudolenta dell'Ente - Sussistenza - Nomina da parte del cessionario d'azienda del difensore di fiducia dell'Ente - Conflitto di interessi - Articolo 39, Dlgs 231/2001 - Esclusione - Ragioni - Responsabilità del fatto costituente reato-presupposto in capo esclusivo al cedente, non al cessionario - Sussistenza
In caso di cessione d'azienda il cedente resta il responsabile del reato presupposto della responsabilità 231 dell'Ente, il cessionario è obbligato in solido al pagamento della sanzione amministrativa.
Il principio è stato ricordato dalla Cassazione nella sentenza 5 luglio 2021, n. 25492 sulla scorta dell'articolo 33 del Dlgs 231/2001 nel caso di responsabilità amministrativa di una società per reato-presupposto di truffa e cessione (fraudolenta) dell'Ente. Da un lato la Suprema Corte ha specificato che l'estinzione dell'illecito amministrativo e Dlgs 231/2001 si ha solo con la estinzione giuridica (fisiologica e non fraudolenta) dell'Ente assimilabile solo in questo caso alla morte dell'imputato e non in un caso di cessione dell'attività al fine di sfuggire alla responsabilità amministrativa ex Dlgs 231/2001.
Dall'altro che in omaggio al principio di legalità ex articolo 2, Dlgs 231/2001, il cessionario non è responsabile del reato presupposto commesso nell'interesse o a vantaggio dell'Ente – responsabilità che resta in capo al cedente l'azienda - ma solo obbligato il solido col cedente al pagamento della sanzione amministrativa. Infine, da questa articolazione di responsabilità discende anche che non esiste "conflitto di interessi" (articolo 39, Dlgs 231/2001) se il legale rappresentante dell'Ente cessionario nomina un difensore che rappresenti l'Ente, proprio perché il cessionario non è soggetto responsabile del fatto costituente reato. (FP)
Corte di Cassazione
Sentenza 5 luglio 2021, n. 25492
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