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Rifiuti
Giurisprudenza

Sentenza Corte di Cassazione 11 aprile 2017, n. 18398

Rifiuti - Raccolta e rivendita rottami ferrosi -  Assenza autorizzazione - Reato eventualmente abituale - Articolo 256, comma 1, Dlgs 152/2006 - Non punibilità per tenuità del fatto - Articolo 131, C.p. - Non abitualità del comportamento - Reati reiterati - Contrasto - Non applicabilità

Il reato eventualmente abituale - come il trasporto illecito di rifiuti - posto in essere mediante reiterazione della condotta tipica "si pone chiaramente in antitesi" con la causa di non punibilità prevista dall'articolo 131 C.p..
È quanto ribadito dalla Corte di Cassazione (sentenza 18398/2017) nell'accogliere un ricorso, presentato dalla Procura della Repubblica, contro una sentenza del Tribunale di Cuneo che aveva riconosciuto la non punibilità per "particolare tenuità del fatto" (articolo 131-bis, C.p.) di un soggetto sorpreso a trasportare e rivendere, senza autorizzazione, due tonnellate di rottami ferrosi in nove distinte occasioni.
Il trasporto illecito di rifiuti, sottolinea la Corte, si perfeziona nel momento in cui viene realizzata la singola condotta è quindi, di regola, ha natura di reato "istantaneo". Nel caso in cui la condotta venga ripetuta, però, il reato si configura come "eventualmente abituale" e questo comporta la non applicabilità dell'articolo 131 C.p. il quale, invece, presuppone la "non abitualità" del comportamento.
La valutazione di tale requisito, non presupponendo un pregresso accertamento in sede giudiziaria, ben può basarsi sulle condotte considerate nell'ambito del medesimo procedimento giudiziario.

Corte di Cassazione

Sentenza 11 aprile 2017, n. 18398