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Rifiuti
Giurisprudenza

Sentenza Corte di Cassazione 13 marzo 2019, n. 10933

Rifiuti - Impianti - Reato di inosservanza delle prescrizioni contenute o richiamate dalle autorizzazioni - Articolo 256, comma 4, Dlgs 152/2006 - Natura del reato - Possibile configurazione come reato istantaneo, abituale o permanente in dipendenza della fattispecie concreta - Sussistenza - Non punibilità della condotta per tenuità del fatto - Articolo 131-bis, C.p. - Reiterazione della condotta - Rilevanza ai fini della abitualità della condotta - Sussistenza

Secondo la Corte di Cassazione, il reato sanzionato dall'articolo 256, comma 4, Dlgs 152/2006, in concreto, può alternativamente presentarsi come reato istantaneo, come reato abituale o come reato permanente.
Stando a quanto si legge nella sentenza 10933/2019 della Suprema Corte, ad esempio, il reato di inosservanza delle prescrizioni contenute o richiamate nelle autorizzazioni può presentarsi come reato istantaneo, quando alla singola inosservanza segua immediatamente la cessazione dell'attività; può presentarsi come reato eventualmente abituale, quando si configura attraverso condotte reiterate, ovvero come reato eventualmente permanente, quando si concreta la protrazione nel tempo della situazione antigiuridica creata da una singola condotta.
La molteplice natura della disposizione, da cui derivano varie conseguenze (anche in tema di non punibilità per tenuità del fatto ex articolo 131-bis, C.p.), è giustificata dalla particolarità della fattispecie astratta la quale richiama genericamente le prescrizioni contenute nei titoli abilitativi che possono essere diverse e di vario tipo, comprendendo non solo quelle normativamente imposte, ma anche quelle espressamente individuate in ragione della specifica attività autorizzata.

Corte di Cassazione

Sentenza 13 marzo 2019, n. 10933