Documento riservato agli abbonati:
Accesso riservato
Rifiuti
Giurisprudenza

Sentenza Corte di Cassazione del 18 ottobre 2021, n. 37599

Rifiuti - Gestione attività di discarica - Inosservanza delle prescrizioni autorizzative (N.d.R.: articolo 8, Dlgs 36/2003) - Reato ex articolo 256, comma 4 del Dlgs 152/2006 - Soggetto prestanome all'epoca dei fatti contestati - Responsabilità in concorso con gli altri amministratori (di fatto) ex articolo 110 del Codice penale - Sussistenza - Pactum sceleris tra più soggetti - Adesione - Rilevanza

Sussiste la responsabilità del prestanome in concorso con altri (amministratori di fatto) per la gestione di una attività di discarica senza l'osservanza delle prescrizioni contenute negli atti autorizzativi.
Lo ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza del 18 ottobre 2021, n. 37599 in merito alla responsabilità in concorso tra più soggetti (amministratori di fatto rispetto ai quali si è proceduto separatamente e prestanome) che nel bresciano hanno gestito una discarica senza osservare le prescrizioni autorizzative. Il responsabile del reato ex articolo 256, comma 4 del Dlgs 152/2006, non aveva infatti dato seguito al provvedimento provinciale che diffidava la ditta ad avviare i lavori di recupero ambientale della discarica. Il reato di inosservanza delle prescrizioni autorizzative si configura dunque anche nei confronti del prestanome la cui adesione al "pactum sceleris" era stata, secondo i Supremi giudici, provata dalla posizione assunta come legale rappresentante della società che gestiva la discarica, ricoprendo l'incarico a titolo oneroso.
Altresì, è stata esclusa la buona fede dello stesso soggetto che aveva appreso, giusta diffida provinciale, degli obblighi di recupero ambientale incombenti già sulla società prima della sua designazione ed esistenti anche dopo. La condotta della mancata dismissione della discarica si è infatti protratta fino alla bonifica eseguita dalla Provincia, che non esclude la produzione di un grave e concreto pericolo per il bene giuridico "ambiente", come invece sostiene il ricorrente. (TG)

Corte di Cassazione

Sentenza 18 ottobre 2021, n. 37599