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Acque
Giurisprudenza

Sentenza Corte di Cassazione 19 marzo 2009, n. 12147

Inquinamento delle acque destinato al consumo umano - Inerzia del Sindaco - Reato di omissione di atti di ufficio - Sussiste

Quando le analisi rivelano il mancato rispetto dei requisiti per la potabilità, il Sindaco deve adottare le opportune misure cautelative a tutela della salute pubblica, ivi compresa la sospensione della distribuzione.
Se il Sindaco non si attiva immediatamente per tutelare la popolazione e porre rimedio alla situazione; può configurarsi il reato di omissione di atti di ufficio (articolo 328, C.p.); le sanzioni amministrative previste dal Dlgs 31/2001, lex specialis, si applicano invece ai soggetti che poi non applicano le prescrizioni stabilite dalla P.a..
A stabilirlo è la Cassazione (sentenza 12147/2009), che ha confermato la condanna penale a carico di un ex Sindaco di Agrigento, nonostante un accertamento successivo ai fatti avesse poi escluso la pericolosità per la salute umana, delle acque in questione; il reato previsto dall’articolo 328 C.p., difatti, è un cd. “reato di pericolo”, che si perfeziona quando si nega un atto non ritardabile, indipendentemente dal nocumento che in concreto possa derivarne.

Corte di Cassazione

Sentenza 19 marzo 2009, n. 12147