Documento riservato agli abbonati:
Accesso riservato
Sicurezza sul lavoro
Giurisprudenza

Sentenza Corte di Cassazione 19 dicembre 2019, n. 51150

Sicurezza sul lavoro - Infortunio mortale in un sito di stoccaggio rifiuti (N.d.R.: articolo 183, Dlgs 152/2006) - Cedimento di una sbarra posta per impedire l'accesso al sito - Responsabilità del datore di lavoro per il reato di omicidio colposo, ai sensi dell'articolo 589, Codice penale  - Violazione degli obblighi in capo al datore di lavoro, ex articolo 18, Dlgs 81/2008 - Omessa prevenzione degli infortuni sul lavoro - Mancata vigilanza sulle misure di sicurezza - Sussistenza

Nei siti di stoccaggio rifiuti il datore di lavoro, in quanto garante dell'incolumità fisica dei lavoratori, ha l'obbligo di predisporre misure antinfortunistiche e sorvegliarne l'adozione, ex articolo 18, Dlgs 81/2008. È quanto ricorda la Corte di Cassazione con sentenza 19 dicembre 2019, n. 51150 riferita all'infortunio mortale avvenuto in un sito di stoccaggio rifiuti (N.d.R.: articolo 183, Dlgs 152/2006), ravvisando la responsabilità del datore di lavoro per aver omesso di valutare lo specifico rischio insito nel prestare attività lavorativa nel sito presidiato da una barriera metallica, mancante di un dispositivo di sicurezza idoneo a bloccarla in fase di apertura. Il fatto che il sito in oggetto fosse utilizzato solo momentaneamente per l'emergenza rifiuti e che la sbarra fosse stata apposta solo per impedire l'accesso indiscriminato di persone non autorizzate, non avrebbe potuto giustificare la mancata adozione di un idoneo sistema di sicurezza per chiunque vi accedesse, a prescindere dalla legittimità o meno di tale accesso. Nel caso in esame, è stata confermata dai Giudici della Suprema Corte la responsabilità dell'imputato campano per la morte del lavoratore che veniva trafitto dalla sbarra metallica posta a protezione dell'ingresso del sito di stoccaggio, mentre era alla guida del furgoncino della nettezza urbana. (MLS)

Corte di Cassazione

Sentenza 19 dicembre 2019, n. 51150