Sentenza Corte di Cassazione 22 aprile 2020, n. 12642
Rifiuti - Impianto autorizzato al recupero in procedura semplificata - Inosservanza delle prescrizioni autorizzative - Reato - Articolo 256, comma 4, Dlgs 152/2006 - Delega di funzioni per il settore rifiuti - Obbligo di vigilanza sull'operato del delegato da parte dei vertici aziendali deleganti - Articolo 16, comma 3, Dlgs 81/2008 - Sussistenza - Violazioni immediatamente ed evidentemente percepibili delle prescrizioni autorizzative - Responsabilità per omesso impedimento di reato - Articolo 40, comma 2, C.p. - Sussistenza
L'omessa vigilanza del delegante sul delegato, in presenza di violazioni "riconoscibili" delle prescrizioni autorizzative in materia di recupero dei rifiuti, configura un reato ai sensi del Codice penale.
Secondo la Corte di Cassazione (sentenza 12642/2020) non vi è infatti alcun dubbio sulla persistenza di un obbligo di vigilanza del delegante circa il corretto uso della delega da parte del delegato, positivamente prescritto dall'articolo 16 del "Tu Sicurezza" (Dlgs 81/2008), la cui violazione, a determinate condizioni, può integrare una responsabilità per omesso impedimento di reato ai sensi dell'articolo 40 C.p.
La Suprema Corte ha così accolto il ricorso contro una sentenza con la quale il Tribunale di Cuneo aveva assolto i vertici di una società, iscritta nel registro provinciale delle imprese che recuperano rifiuti in procedura semplificata, per non aver impedito la violazione delle prescrizioni autorizzative (nello specifico, acquisto di rifiuti metallici in contrasto con le regole del Dm 5 febbraio 1998, violazione del limite di ritiro per 2 anni consecutivi e violazioni planimetriche delle aree aziendali di messa in riserva dei rifiuti).
Tali circostanze, secondo la Cassazione, "potevano essere oggetto di verifica da parte dei deleganti" pur in presenza di un delegato al settore rifiuti (nel caso specifico, processato separatamente), in quanto "immediatamente percepibili" sia dai frequentatori dell'area, sia a livello di rendicontazione aziendale.
Corte di Cassazione
Sentenza Corte di Cassazione 22 aprile 2020, n. 12642
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